Disobbedire al proprio paradigma

Disobbedire, un termine, un azione, una reazione.

Hai mai provato a disobbedire?

Certo che si, quante volte abbiamo disobbedito ai genitori quando eravamo piccoli, o a i prof alle scuole, ad amici. Insomma un comportamento molto utilizzato negli ambienti familiari e sociali.

In questo post invece, si fa riferimento ad un altro tipo dell’azione disobbedire. Si fa riferimento a venire meno ai comandi o al volere del proprio paradigma.

Nasce spontanea la domanda: “che cos’è un paradigma?

Il paradigma è un insieme di schemi, in tal caso si fa riferimento alla mente umana.

Quindi ogni essere umano ha appreso fin dalla nascita, fino a circa 5/6 anni, degli schemi, introiettando delle informazioni provenienti dall’ambiente.

Questo avviene in quanto il bambino non ha ancora la capacità di discernere e quindi scegliere quali informazioni fare entrare dentro di sé. I primi anni il bambino è come una spugna, assorbe completamente tutto ciò che si presenta innanzi.

Quindi se ascolta la tv e sente che un bambino non è intelligente se non guarda la tv per 5 ore al giorno, egli assorbe tale informazioni che diviene uno schema.

Se la mamma gli dice che per indossare una camicia bisogna prima infilare la manica sinistra, egli assimila tale schema.

Tutte le informazioni assimilate nel proprio subconscio, creano degli schemi precisi, i quali messi assieme delineano il proprio paradigma.

Tale paradigma contiene tutte le forme di credenze su di sé, sulla vita, sulle propria capacità.

Importante è sottolineare che il paradigma agisce solo a livello del subconscio. Quindi nel momento in cui si deve prendere una decisione, anche se l’interessato crede di prenderla a livello razionale, quello che guida la propria decisione è il paradigma.

Ad esempio Marco ha 21 anni, vive a Roma e sente il bisogno di fare una esperienza all’estero, per cui immagina di andare negli stati uniti. E’ contento di organizzare questo viaggio, solo che ad un certo momento, inizia a rifletterci.

Marco dentro di se inizia a fare questo tipo di ragionamento: “e se poi non mi piace? Cosa ci faccio da solo? E se conosco qualcuno che mi vuole fregare? Come faccio ad accorgermi della fregatura?

Dopo aver riflettuto tanto si dice: “Meglio che resto a casa mia, è più sicuro

Cosa è accaduto in questo suo ragionamento? Ha vinto il paradigma. Marco desiderava partire, tuttavia il proprio paradigma ha vinto e lo ha fatto restare a casa.

Questo avviene per ogni scelta della propria vita. In ambito lavorativo, affettivo, finanziario.

Anche se si crede che le decisioni vengono prese razionalmente, effettivamente quello che guida la vita è il proprio paradigma. Nel crearsi una sfida tra aspetto razionale e paradigma, vince il secondo.

Molti si esprimono dicendo: “Mi sembra di vivere ogni giorno sempre le stesse cose” o anche “Sembra che mi capitino sempre le stesse esperienze negative“.

Quindi bisogna imparare a trasgredire la volontà che si manifesta con il proprio paradigma, bisogna imparare a disobbedire al proprio paradigma.

Atto molto più difficile di quanto si disobbediva ai propri genitori. Perché?

Questo avviene in quanto tutto ciò che fa parte del subconscio, ha una forza maggiore rispetto alla razionalità.

Pretendere di cambiare dall’oggi al domani è uno stratagemma che porta solo al fallimento e delusione.

Bisogna apprendere come poter cambiare il proprio paradigma, le proprie abitudini insiti nel paradigma, le proprie credenze, i propri schemi. Tutto questo non è semplice.

Inutile pensare solo ad essere positivi. Non funziona.

Bisogna imparare a disobbedire al proprio paradigma e quindi c’è bisogno di una buona dose di volontà nel fare nuove cose, riuscire a rompere gli schemi del paradigma.

Percorso pieno di ostacoli che offre la vittoria solo per chi ha coraggio e perseveranza.

Voglio consigliarti una ottima risorsa per compiere un percorso del genere secondo i propri tempi, senza pretendere di avere limiti di tempo.

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Buon lavoro

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