Bussola interiore: come attivarla e tracciare la propria via

Bussola interiore, una risorsa che non tutti ne sono al corrente.

Come si compiono le proprie scelte? Cosa guida la direzione nella vita?

Chi guida i passi nella vita?

La maggior parte delle persone si lascia guidare da bisogni indotti, come ad esempio la ricerca del piacere che si persegue nel possedere i beni.

In questo caso cadono nella trappola per loro ideata : lavora, consuma, crepa.

In questo post andremo a mettere in evidenza la piramide dei bisogni di Maslow, per poi tracciare una mappa che può risultare utile per comprendere come attivare la propria bussola interiore.

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Nel guardare attentamente la piramide dei bisogni, ci si rende subito conto come si venga a creare una sorte di setaccio.

Alla base si troveranno la maggior parte delle persone, in quanto i bisogni sono di base, legati alla classica dimensione del corpo e basta.

Mano mano che si sale nella piramide, fino ad arrivare al vertice, le persone che salgono diminuiscono, in quanto per passare da un livello al successivo, diviene un percorso di sviluppo personale, il quale non è esente da impedimenti di carattere sociale, culturale e/o personale.

Ad esempio per passare dal primo livello, al bisogno di stima, bisogna integrare e soddisfare i bisogni legati ai livelli precedenti.

Una persona che rimane legato solo alla soddisfazione dei bisogni primari e di sicurezza, non potrà mai giungere al livello di sentire, accettare e soddisfare un bisogno di autostima.

Maslow, esponente della psicologica umanistica, ha esposto molto bene le caratteristiche degli essere umani evoluti:

  • percezione della realtà più chiara ed evoluta

  • maggiore disponibilità all’esperienza

  • accresciuta integrazione e unitarietà nella persona

  • maggiore spontaneità ed espressività, vivacità

  • un sé reale, autonomia, singolarità

  • maggiore obiettività, distacco rispetto al sé

  • recupero della creatività

  • capacità di fondere concretezza e astrattezza

  • struttura democratica del carattere

  • capacità di amare

Tutti questi punti sono resi integrati nella vita di un essere umano realizzato, cioè divengono azione e non solo idea o pensiero.

Nel guardare la piramide dei bisogni ci si può anche rendere conto, attraverso una presa di consapevolezza, a che punto si è della propria vita, rispetto a tali bisogni.

Questo schema già può rappresentare una buona mappa per cercare di creare il proprio percorso di vita.

Molto semplice dire “io voglio arrivare ad essere una persona realizzata“.

In questo caso bisogna porsi una domanda: ” Cosa intendo per essere realizzata?”

Rispondere a questa domanda significa guardarsi dentro e francamente, riconoscere a che punto si è.

Nel riconoscere a che punto si è giunti della piramide, allora bisogna iniziare un lavoro per eliminare gli ostacoli che sono stati creati per progredire nel proprio percorso di sviluppo personale.

Secondo Maslow, uno degli ostacoli è il bisogno di carenza, cioè essere privati di alcune soddisfazioni, definiti dallo stesso autore “bisogni“.

Come si ha il bisogno di acqua, o di amminoacidi e calcio, per cui la loro mancanza genera malattie, così la frustrazione di bisogni come l’appartenenza, la sicurezza, il bisogno di amore, di rispetto e di prestigio, genera la forma più diffusa di degenarazione nell’essere umano, cioè la nevrosi.

La società in cui viviamo, fondamentalmente è una società nevrotica, in quanto ha creato un sistema falso di valori, fondati su bisogni indotti dalla cultura consumistica.

Nell’anno 2018 gli italiani hanno contratto un debito di nove milioni di euro per fare le vacanze.

Qualcuno può obiettare che le vacanze sono un diritto.

Si un diritto fondato sullo spendere molto di più rispetto alle proprie capacità economiche.

Si rientra nel solito sistema: si lavora per consumare e poi si spera che arrivi la pensione, per potersi godere un poco di pace “dopo tanti sacrifici“. Sempre se si arriva alla pensione.

Una società fondata su basi carenziali, crea una società malata, per cui si creano individui malati.

Infatti la povertà è una malattia, la quale si genera da un sistema di pensieri deleteri che derivano dalla paura di perdere quel poco che si ha, dalla paura di perdere la sicurezza, dalla paura di non farcela ad affrontare la vita.

Questa è nevrosi esistenziale.

Maslow nelle sue ricerche ha messo proprio questi aspetti in evidenza. Bisogna imparare a discernere tra bisogni reali e bisogni indotti.

Ad esempio si lavora duramente per ottenere la soddisfazione del bisogno di riconoscimento e prestigio, attraverso un progetto al quale si tiene, in quanto coinvolge ciò che piace fare nella vita.

Se non si va in vacanza, non assume un significato rilevante, tanto è solo una questione di tempo.

Quando l’obiettivo sarà raggiunto, si va in vacanza.

L’individuo sano preferisce raggiungere il proprio obiettivo, invece di andare in vacanza, perdendo la possibilità di realizzare un proprio progetto a cui tiene.

La mappa quindi va creata sul riconoscimento dei propri bisogni e la loro soddisfazione.

Agire su tale fondamento, attraverso i propri valori di riferimento.

Nel caso in cui si è superato la soddisfazione dei bisogni di sicurezza, si passa alla soddisfazione dei bisogni superiori, attraverso la consapevolezza dei propri valori di riferimento.

Ad esempio:

Marco lavora per guadagnare molto, in quanto vuole soddisfare il proprio bisogno di sicurezza, certezza, tranquillità per se e la propria famiglia.

Luca lo stesso lavora per guadagnare molto, solo che la propria soddisfazione è rivolta a bisogni di prestigio, riconoscimento e rispetto.

La qualità della vita di Marco e Luca risulta diversa.

Nel caso di Marco, è impegnato molte ore nel lavoro in quanto scambia il proprio tempo per denaro.

Luca invece, guadagna molto, solo che lavora meno di Marco, in quanto ha imparato a diversificare le proprie fonti di reddito e i soldi lavorano per lui.

Luca persegue la soddisfazione di altri bisogni, come è stato messo in evidenza.

La propria mappa dell’esistenza va quindi segnata secondo la soddisfazione dei propri bisogni, che variano nell’arco di una vita.

Lavorare su questi aspetti va fatto con qualcuno che già affronta queste problematiche personalmente, ed in più ha anche una preparazione a riguardo.

Se si vuole imparare a sciare bisogna andare da un istruttore di sci.

Lo stesso vale nel caso di chi vuole imparare a riconoscere i propri bisogni esistenziali, per uscire dalle maglie strette della cultura fondata sulla carenza, per creare una vita che persegue la propria integrazione e realizzazione.

Per questo viene presentata una risorsa a cui si può accedere per compiere un lavoro su di sé. Clicca qui

 

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